L’ARBITRO ICONOCLASTA CHE TOLSE AL CALCIO DUE OPERE D’ARTE
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Si chiamava Roth, ma l’illustre cognome non aveva nulla dei grandi Joseph e Philip in quanto a gusto per le opere d’arte, anzi, passerà alla storia come l’arbitro più iconoclasta della storia del calcio.
Sì perché a distanza di poco tempo e nei due emisferi opposti, è riuscito a cancellare due dei più straordinari gol mai realizzati nel secolo scorso.
E anche gli interpreti non erano certo figure di secondo piano, stiamo parlando di Kalle Rummenigge e Le Roy Platini, entrambi entrati a pieno merito nella Hall of Fame del calcio mondiale e che ho avuto lo straordinario privilegio di vedere all’opera di persona numerose volte.
Di più, l’opera d’arte compiuta da Karl Heinz “Kalle” Rummenigge si è compiuta a non più di venti metri dal mio naso, seduto dietro la “porta del freddo” la sera del 24 ottobre 1984.
Inter-Rangers di Glasgow, secondo turno di Coppa Uefa, i nerazzuri spazzano i rozzi scozzesi con tre gol, senza praticamente mai correre un rischio serio.
Sul 1-0 per noi il Panzer tedesco si inventa una delle più fantastiche rovesciate volanti che il calcio ricordi, roba che se la Panini di Modena fosse nata un ventennio dopo, sui pacchetti di figurine ci sarebbe stata stampata quella al posto del gesto stilizzato di Parola.
Kalle riesce ad andare ad arpionare il cuoio ad altezza siderale, dopo una torsione da Yuri Chechi in stato di grazia, e lo scaglia in rete all’angolino.

Lo stadio esplode, i difensori scozzesi sono impietriti, ma l’ineffabile Roth fischia un fallo per gioco pericoloso che ha visto soltanto lui, nemmeno un pazzo in pieno delirio alcoolico si sarebbe potuto inventare un’astrusità del genere.

Passa poco più di un anno, siamo a Tokio, primi dicembre 1986 e la Goeba si sta giocando l’Intercontinentale contro l’Argentinos Junior.
Il campo è ridotto ad un pantano, le squadre si affrontano a viso aperto, dandosele di brutto, i giocatori sono maschere di fango.
Su una respinta a seguito di un corner, le Roy si inventa una magia delle sue, stoppa di petto un appoggio di Bonini, col destro fa un sombrero da maestro al difensore che lo affronta e di mancino la caccia al volo nel sette.
Forse infastidito da tanta bellezza, l’azzimato arbitro teutonico – sì, sempre lui, lo sciagurato Volker Roth – alza il braccio e fischia un fuorigioco di posizione dell’incolpevole Serena, totalmente ininfluente rispetto allo sviluppo dell’azione.
Il grande Michel non ci può credere, è in ginocchio inebetito.
….”che cos’è il genio” recita la famosa voce narrante in Amici Miei, beh, il genio è inventarsi cose che sul campo non si fanno.
Le Roy si esibisce allora nella famosa “Maya enfangada”, si sdraia nel fango e si atteggia tra lo stupefatto ed il sornione al dipinto di Francisco Goya.
Una foto che entrerà nella storia al posto del suo grande goal, ma che è lì a ricordare ai nuovi nati che, con i mezzi video di oggi, possono andare a rivedersi milemila volte due opere d’arte di livello assoluto.
Due perle, quelle di Kalle Rummenigge e di Michel Platini, cancellate dalla storia statistica solo dalla pochezza di un uomo con un cognome evidentemente troppo importante per essere retto con la giusta umiltà.