INTER 1 – JMS 2 – SEMIFINALE ANDATA COPPA ITALIA 20_21


Perdere non fa mai piacere, perdere con JMS fa girare, perdere per una “bastonata” è pure peggio.
A questo aggiungiamo un’interpretazione della VAR “ancien regime”, con Pirlo che va dal quarto uomo a richiedere il controllo VAR, prontamente concesso, e il risultato è scritto.
Non è mai mia abitudine incolpare gli arbitri dei nostri mali, anzi; tuttavia l’episodio del rigore ha segnato una svolta nella partita, alla riprova dei fatti, ben più rilevante di quanto si potesse anche solo immaginare a quel punto del primo tempo.
JMS gioca un calcio spigliato per cinquanta-sessanta minuti, la caratura tecnica è differente ma di Handanovic ho annotato una parata in tutto l’incontro. Ha avuto il sopravvento nel primo tempo dove una tattica e una maturità diversa ci avrebbero consentito di chiudere in vantaggio, ha subito la nostra disordinata forza d’urto per tutta la ripresa ed è stata tenuta in corsa da due mezzi miracoli o da due nostre insipienze.
Insipienze che, chi più chi meno, tutti hanno contribuito ad alimentare. Quella più madornale ha visto Bastoni e Handa correi, avendo il portiere le colpe maggiori. Che Bastoni, col suo fare sinistramente monocorde, abbia idee calcistiche stravaganti in alcune circostanze è un dato di fatto…ma l’è un fioeu…ovvero uno sventato ventenne col ciuffo. Il capitano di una squadra dovrebbe comandarlo invece che subirne le scelte, dovrebbe parlare, dovrebbe urlare avendo il privilegio di guardare il gioco da prospettiva favorevole. Dovrebbe anche sapere che avventurarsi in quelle lande prevede decisione e non titubanza; peccato grave per uno di quasi trentottanni.
Sul medesimo banco degli imputati pongo il Frullator Lussuoso che ha agito come maionese impazzita su tutto il fronte d’attacco, sprecando l’inverosimile, disorientando soprattutto i compagni e poco importa se ha fornito due sponde significative, una al Turbinante Nicolino e una a Baby Face Darmian. Su trecento palloni gettati al vento due sono gocce nell’oceano.
A reggergli la coda, nell’avviarsi verso il patibolo, ha pensato Young, titolare dell’RSA sinistra del nostro schieramento, dalla quale è parso galleggiare a tratti il Pino Silvestre. Young ha provocato il rigore, sul quale tornerò in chiusura, con una scemenza che neppure i meno avvezzi al gioco del calcio commettono, soprattutto al cospetto di JMS e del cascatore professionale che ha la faccia clownesca di Cuadrado. È uscito smoccolando il Pino Silvestre, quei furetti della RAI hanno colto il labiale “Perché esce sempre il 22?”, quasi fosse un numero della roulette. La mia domanda è perché entri un rottame calcistico del genere, incapace di generare la benché minima spinta e ormai detestabile nei ripiegamenti fallosi e scoordinati. Con cinque undicesimi in siffatte condizioni l’aver sfiorato il pari contro questa JMS è titolo di gran merito della rimanente ciurma, pur avendo essa in Marcy Brokk un pensiero altalenante, nel Torito solo qualche lampo e nulla più, in Darmian un onesto pedalatore e nel Turbinante Nicolino l’unico interprete fuori dalle righe di questo rozzo pacchetto di mischia. Va dato conto a Skri e all’olandesina di non aver concesso molto. Perisic ha fatto qualcosa più di Young ma lo Stanlio croato ha ormai le polveri bagnate.
Le mosse di Eriksen e Sensolo sono parsi palliativi in una partita incanalatasi sui binari del corpo a corpo, senza un nesso offensivo degno di questo nome. Donnandonio ha fatto con quello che aveva, le solite remore sulla prontezza nei cambi in un attimo in cui era evidente che l’inerzia ci avrebbe premiato; ma Donnandonio è uomo dal passo costante e, alla fine, non possiamo chiedere altro. Torno un attimo solo sul rigore, paradosso del calcio moderno. Gli osservatori attenti del VAR spesso trascurano dettagli importanti; al momento di proiettarsi in area Cuadrado è dietro Young. Passa davanti allo stesso, non ci vuole molto intendiamoci, allargando in modo palese il braccio sinistro traendo, quindi, vantaggio da questa mossa. Young trattiene il braccio ma solo quando la palla non è più raggiungibile il clown bianconero stramazza ferito a morte. Per me concorso di colpe e, in occasione dei calci d’angolo, si è visto ben di peggio e si continua a vedere ben di peggio. Lukaku contro il Genoa fu oggetto di sodomia e nessuno andò al VAR; la difformità con cui gli arbitri giudicano gli episodi è troppo grande ed è questo il vero male di questo calcio troppo poco normato per essere definitivamente equo. Rimane l’ingenuità di Young che non posso perdonare, l’Handa-“bastonata” e, in definitiva, una squadra troppo poco governata in campo da