Esimio Mam,
vorrei raccontarti per giorni e giorni delle ultime 24 ore trascorse nell’incubo di non riuscire a vedere la sfida con le merde.Qui nella radiosa Repubblica Internata delle Bananitas Balears, baciata da un tiedido sole e da un’aria cristallina, la situazione delle concessioni televisive sportive è se possibile ancora più incasinata di quanto non accada in patria, tra Movistar, Orange, Dazn, Vodafone, Pepephone ed altri, si sono spartiti il menù alla cazzo, non sai mai se hai l’apparecchio giusto o l’abbonamento giusto per vederla.Alla fine ho scoperto che la partite di Mediaset vengono trasmesse da Dazn, ma non quella per cui già pago in Italia, un’altra, quella spagnola, per cui via, alè, ecco sottoscritto il 42° abbonamento con 23 compagnie diverse pur di vedere la mia Inter.E alla fine l’ho vista, eccome se l’ho vista, addirittura in cinemascope, telecronaca in castellano,  seduto in poltrona con 15metri quadri di San Siro davanti a me.La parete era talmente grande che per seguire il cuoio giravo in continuazione la testa, molto più che allo stadio, ho finito con un torcicollo porco ma benvenutissimo.
E’ stata un’esperienza paranormale,  saranno stati i numerosi calici di Pere Seda 2018 consumati nelle due ore antecedenti il fischio nel timore di non beccare il canale giusto, sarà stata la taumaturgica cannetta d’ordinanza che il mio medico capellone di Haight & Hashbury mi consigliò nel lontano ’74 per tenere a bada i momenti di tensione, fatto stà che a partita iniziata ero in uno stato di evidente alterazione, momenti di euforia tachicardica ( scusa Piero, settimana prossima ti spiego ) alternati a bilordoni come quelli del nonno ciucco a capodanno dopo il lesso con la mostarda.Insomma è stato il più lisergico Inter rube della mia lunghissima militanza e si fosse trattato della solita partita orrenda e sofferta come quasi sempre sino a quest’anno, credo sareste qui a buttare fiori di loto nelle calde acque de golfo davanti a casa mia, dicendovi l’un l’altro ” era scemo come un phon, però era veramente Interista, forse troppo”.
E invece è stato uno spettacolo, noi in campo con la consueta magnifica sicurezza che si sciorina ormai da mesi, loro sempre a subire, a cercare di fare qualcosa, anzi qualcosina, ma sempre e comunque visibilmente inferiori, impauriti, improvvisati, sembravano noi contro di loro quando avevamo in campo Belfodil, Kuzmanovic, Medel e fanstasmi vari.Tempo fa dissi che i numeri non dicono mai tutto, ma quando i numeri sono impietosi dicono molto: noi la palla e il gioco per quasi il 70% del tempo, 23 tiri in porta contro pochissimi, mai un rischio serio corso e sempre ad aggredirli con garra Charrùa.E poi, terminarla così, a 6″ dal fischio……..mentre l’intero popolaccio sabaudo iniziava a sperare almeno nella lotteria o in un reuma di Sant’Handa……mentre il merdoso Bonucci faceva il musetto da Capitàn Rigore mentre tutto il mondo sa che è soltanto un bulletto stronzo da quattro soldi….mentre la bionda Nedvedova si rassettava i bigodini per la passerela finale…mentre Arrivabene si metteva le mani tra gli untissimi capelli, chiedendosi per la duemilionesima volta per quale cazzo di motivo gli fosse arrivato da qualche antenato invornito quel cognome del cazzo, visto che dove arriva lui le cose vanno in qualunque modo tranne che bene…..

…..terminarla vedendo un paracarro diametro 46 estrudere irreparabilmente il sabaudo orifizio di Ebete Monociglio nel momento stesso in cui il Frullator Lussuoso l’appoggia, volteggiando, nella loro sudicia rete……
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Hai ragione Mam, così è troppo bello, non ha prezzo
grazie Inter

hasta la victoria, siempre
Cecio