By Dino “The King” Re

Ogni inizio è per definizione difficile, in questo caso il compito che mi ha affidato il mio amico Mam lo rende ancora più ostico, ossia portare alla vostra attenzione, periodicamente, un disco le cui qualità lo rendano idoneo all’inserimento tra la categoria degli “imperdibili”. Alle problematiche legate alla scelta, si aggiunge anche la difficoltà di decidere con quale iniziare. Tutte le riviste del settore offrono una loro lista degli album da avere assolutamente nella propria collezione e ce ne sono molti che sono sempre presenti in qualsiasi lista, Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, Pet Sound dei Beach Boys e Highway 61 revisited di Dylan tanto per fare alcuni esempi, non possono mai mancare in nessuna lista che si rispetti, al limite può cambiare solo la posizione in classifica a seconda che la rivista sia edita al di qua o al di là dell’oceano. Per fare l’originale si potrebbe cominciare da un disco di culto conosciuto quasi esclusivamente da chi scrive o dai parenti prossimi dei musicisti coinvolti, un esempio perfetto di questo tipo sarebbe l’album adulto d’esordio “Spiderland” degli Slint. Negli ambienti musicali più cool sono considerati tra le band più influenti degli anni novanta. Alzi la mano chi di voi li conosce. Per gli ippici e per gli amanti del pugilato che ci seguono vi segnalo che provengono da Louisville, nel Kentucky. Alla fine ho scelto d’iniziare con il più grande di tutti, uno degli autori più bootlegati e più coverizzati della storia del rock, il primo ad aver avuto un singolo di successo lungo più di 6 minuti*, tra i primi a pubblicare un album rock doppio**, il primo a creare un iconico videoclip*, l’unico musicista vincitore sia di un Oscar che di un premio Nobel e la lista dei titoli potrebbe essere ancora più lunga. Lui è Robert Allen Zimmerman da Duluth, Minnesota, in arte Bob Dylan.

Per quanto riguarda il disco la scelta è stata sicuramente più facile, non il migliore, non il più importante. ma semplicemente l’ultimo pubblicato: Rough and Rowdy Ways dell’anno di (dis)grazia 2020.

Alla prossima quindi!