Confesso.

Le ho provate tutte.

Non sono mai stato scaramantico però ho sempre trovato dei rituali propiziatori, pur riconoscendone la vacuità.

Talvolta hanno funzionato, altre no, confinando la ricerca della sorte favorevole al luogo dei sogni.

Giovedì, su un Frecciarossa che aveva direzione Rimini, nella campagna romagnola, percorsa a una velocità compatibile con quelle rotaie, ho sonnecchiato pensando all’Inter. Poi, svegliato da un piccolo sobbalzo, ho guardato fuori dal finestrino e, in mezzo alla campagna verde della primavera, su un casolare, ho visto una nostra bandiera sventolare. Una bandiera luccicante, metà nera e metà azzurra.

Ho guardato altri segnali; questa mattina, visitando il cimitero di Ravenna per fare un saluto a mio padre, ho incrociato due signore che si parlavano sotto pini marittimi centenari.

Una diceva all’altra “Oggi è Santa Rita; la santa delle imprese impossibili!”

Così, finito anche questo vago sogno, ho preso il treno e, sul Frecciarossa per Milano, proprio davanti a me, un tronfio rossonero ostentava tutto il suo “milanismo” con maglia e tuta d’ordinanza, cappellino con visiera alla rovescia.

Mi sono risolto a non guardare le partite; pensavo, sarà tutto inutile.

In realtà volevo proteggermi dalle ultime beffe di questo campionato.

Così ho anche accettato l’invito di mia moglie, ignara, di andare a prenderla alla stazione di Milano verso le 18:30; intendiamoci, le ho fatto pesare che avrei voluto vedere la partita, ma, nella sostanza, quello sarebbe stato un eccellente pretesto per schivare quell’inutile altalena di finte emozioni.

Prima della partita ho anche infilato nella tasca i cornetti nerazzurri che mi regalò molto tempo fa il mio amico Gege, assieme a un cornetto rosso, più piccolo, della medesima collezione.

Così, per completare effimere procedure, dal sapore sciamanico e, come tali, prive di ogni reale significato.

Sono arrivate le venti del ventidue maggio duemilaventidue e tutto è andato come previsto: una farsa.

Per i commenti sull’annata mi farò vivo settimana prossima, stasera dobbiamo fare atto di contrizione, sprecare è stato, ed è,  peccato mortale.