Ingiocabile; un neologismo che racchiude molto, nello sport moderno. È la sintesi di un analogo modo di dire, assai frequente di questi tempi: fa un altro sport.

Così appare questa sovrabbondante Inter da oltre cento goals annuali; non svegliatemi per favore.

Nelle poderose geometrie messe sul tavolo dell’Arechi di Salerno si sono dissolti i ricordi delle umiliazioni di Messina, Reggio Calabria, Bari e simili, si sono frantumate quelle partite da cardiopatia che vivevamo, noi con loro, asserragliati a difendere uno sparuto vantaggio o uno striminzito pareggino.

Gli incubi da trasferta in terra lontana sono svaniti: sembra nascere una nuova, ineluttabile, legge calcistica le cui tavole sono in possesso degli Inzaghi’s Boys. Non svegliatemi, ve ne prego.

La Salernitana è poca cosa, sapevamo: tuttavia, averne disposto a piacimento è fatto da annotare, con il fare sobrio di chi attende la disillusione. Governati in campo da un sempre più dominante Brozo, i nostri hanno volteggiato come la pattuglia acrobatica, sia nel gioco a terra, sia in quello aereo, confezionando un calcio che ha la sfacciataggine dei dominatori. Il croato non ha l’eleganza di Karajan o la feroce esattezza di Toscanini, ma amministra la manovra offensiva e difensiva con padronanza propria dei grandi; ha trovato ne El Chala un insospettabile ricamatore, leggero nell’ultimo tocco, perfido nelle traiettorie dagli angoli.

Gli è sodale nella doppia fase il conterraneo Stanlio Perisic, ieri totale per via della rete sblocca-incontro.

Essendo l’asticella bassa, Il Frullator Lussuoso ha potuto mostrare la classe che nessuno gli ha mai negato; i numeri di Sanchez sono autorizzati dalle frazioni dilatate che l’avversario scarso consente. Tuttavia, la rete del tre a zero è un miracolo calcistico, diabolico per essenzialità. Ha avuto gloria anche El Panteron; la fisicità che lo accompagna in queste scorribande sull’out di destra è associata a un fare tecnicamente sgraziato ma, alla fine, efficace. Il trio difensivo, nel quale Inzaghi impone rotazioni doverose, pare assortito comunque bene; ieri D’Ambroeus ha cercato anche gloria offensiva, l’olandesina non ha avuto patemi e Basto si è confermato al livello che ormai gli compete. I subentranti, El Toro e El Giando, hanno anche trovato la via della rete, sancendo un dominio dovuto ma non scontato. Sono rimasti leggermente fuori quadro Gekko, si sarà tenuto per un’altra volta, e il Turbinante che, oltre a farsi ammonire per un fallo dissennato, ha regalato palloni ai salernitani della curva, come solitamente fa, con sconcertante continuità, quando è chiamato a battere a rete. Mistero.

Handa, diamo a Cesare quello che è suo, nell’unica simil-occasione per gli amaranto campani ha sigillato la porta con pronto riflesso.

Ancora una partita e finirà l’andata, la media punti da una proiezione finale a 91; avremo ciclo di ferro tra gennaio e febbraio, ma, scusate la bausciata finale, se l’incantesimo non si infrange, saranno dolori anche per gli altri.