Esimio Mam,

non avessi trascorso i nove decimi della mia vita a strettissimo contatto con la fede nerazzurra, considererei quantomeno cervellotico l’atteggiamento di larga parte del popolo Bauscia, specialmente da quando, a torto o a ragione,abbiamo messo la freccia per superare lo scarburato pullman casciavit.

Di chat in chat, di gruppo in gruppo, a parte la naturale ed ovvia gioia in corso di partita dell’Interista Medio, ciò che succede a partire da pochi minuti dal fischio finale credo possa essere sintetizzato solo nel corso di in un convegnodi grullai, a patto che – vista la complessità del tema – siano veramente il meglio che c’è in giro.

Gioire tutti insieme, cogliere l’attimo e godersela invece di Tafazzarsi i maroni? Ma non se ne parla neppure! L’importante è farsi del male, siamo Interisti noi, mica pirla qualunque….L’Interista Medio è oggi assalito da una sorta di crisi di corrente, manco facesse parte della Balena Bianca ai tempi dei Dorotei, Morotei, Fanfaniani Rumoristi.

Da che parte stare?

Alcune note fazioni sono sempre alla ricerca di nuovi adepti, oggi, su tutte, ne emergono un paio:La fazione dell’AntiDonnandoniano EstremoSi è autoconvinto che il Marmottone ex Gobbo sia il padre di tutti mali, non sbaglia quando sostiene che ciò che arriva dalle zone sabaude non è mai stato un grande investimento, ma ormai è fuori controllo, il suo umore è semprepiù nero, non capisce più dove finiscono le sue convinzioni e dove inizia l’ideologia più cieca.Ma, per il momento, bando alle ciance, lui, Donnandonio Dannato è l’unico e vero colpevole di questo scempio.Non si vede più scempio? l’Inter vince e convince? fa niente.Da due settimane vive ormai deluso irreparabilmente da chi insisteva nel dargli del fissato senza aiutarlo – famacologicamente, sostanzialmente, alcoolicamente – a uscire dal tunnel.Si è chiuso nel totale mutismo, non parla e non scrive più nulla sull’Inter, in attesa che la Beneamata torni a fare schifo per vendicarsi identificando nel Giuda con Marmotta l’unico vero responsabile di tutto ciò.

La fazione del Savonarola Bidonista

Da sempre la sua missione è quella di smascherare i bidoni che si celano sotto le mentite spoglie di titolari immeritevoli.Spesso i suoi giudizi non hanno alcunchè di tecnico, è bastato un taglio di capelli a lui non gradito, un movimento in corsa per lui sgraziato, un’espressione del viso non convincente per etichettare di bidonismo sine die il tizio o caio in nerazzurro, senza alcuna possibilità di redenzione, nemmeno un gol di mano in fuorigiuoco al 10° di recupero di un derby già perso.Un tempo bastavano le figurine Panini per indirizzare i propri gusti, Delfino della Samp o Udovicich del Novara potevano starti sulle palle in quanto calvi a venticinque anni o,  per la stessa identica ragione,  diventare i tuoi idoli perchèerano uguali uguali al nonno Attilio morto in guerra.

Oggi è anch’egli intrattabile, muto e ombroso, i bersagli con cui faceva il grosso con gli amici contrabbandando sapere calcistico fintamente raffinato iniziano a uscire dal mirino.Il vecchio Handa – sino a dieci giorni fa uno spelacchiato e reumatico gattaccio di marmo ormai pensionato e imbrocchito – continua con la sua straordinaria media carriera, ha fatto i miracoli nel derby dimostrando l’elasticità del gattovero e conferma che di gran meglio, anche a cercare bene, in giro non se ne trova.Il giovane riccioluto Bastoni continua a contraddire gli zazzaronati vari che lo vorrebbero acerbo e incauto.Pur essendo più giovane del più giovane dei miei figli, conferma che, tra i giovani appunto, nessuno in serie A è più fisicamente e mentalmente maturo ed impattante di lui.Al Savonarola non resta che tacere, attendendo con malcelata ansia una cappella dell’uno o dell’altro per urlare che aveva ragione lui e che siamo i soliti cazzoni a comprare o confermare “gente così”.Resta sempre il povero Gagliardone, ma non sembra dare grandi soddisfe, facendo egli molto probabilmente parte della schiera reale di quelli che il nerazzurro dovrebbero esclusivamente sognarlo.Meritevole di menzione un noto pazzo presente in un gruppo di sedicenti “intenditori” che attende Vecino di nuovo in campo per sfogare la sua incontenibile rabbia contro il bidone charrùa.

ad majora, grande Mam, che la Dea Eupalla vegli su di noi