Esimio Mam,
che dire, scoppio d’invidia.
Saperti capace di evitare la visione in diretta, per quanto aiutato da simpatici amici e da camerieri comprensivi, conclama il mio come livello AAA di Interite cronica, praticamente ultimo stadio.
Ci ho provato, eccome se ci ho provato. Ma era tanto tempo fa, la consapevolezza dell’incurabilità dell’Interite mi ha costretto ad evitare concomitanze imbarazzanti. In corrispondenza con i 90 dei nostri, assumevo regolarmente l’espressione ebete di chi ” sembra lì ma la gh’è no ” non c’era compagnia simpatica o camerieri correligionari che tenessero, ho fatto numerose figure di palta prima di rinunciare.
Se giuoca l’Inter, io sono lì per lei, il resto è nulla o quasi. 
Hai ragione, il calendario intruppato toglie molto alla corretta attesa, ma anche giocasse ogni tre ore, metà di gioco, metà di riposo, io sarei lì con Lei.

Veniamo alla nottata fiorentina, ottima sotto tutti i punti di vista, sì è dimostrata palcoscenico ideale per sciorinare forza, pazienza, tenacia e tecnica, tanta tecnica.
” quei cunt i piè quàder poeden minga giugà a la bàla “
Lo diceva il giardiniere di mia nonna, Silvio, Interista sfegatato, che ha innaffiato il mio già avviato Interismo con mitici racconti sui piedi dolci di Faas Servaas Wilkes, il leggendario orange dell’Inter nei primi anni ’50, soprannominato “l’Olandese Volante”, e su come nel calcio, alla lunga, vincano quelli dotati di grande tecnica.
Certo, erano altri tempi, esistevano quelli dotatissimi, ma la maggior parte dei pedatori di allora praticava falegnameria campestre, i divari tecnici erano molto accentuati.
Oggi no, la maggior parte dei piedi è di alto livello , ma caro Mam, quest’anno non possiamo dire di non avere una serie di piedi particolarmente educata  ( Giando a parte, ovviamente, ma il lungagnone ieri sera ci ha fatto quasi ricredere…) i difetti potrebbero essere altri, non certo quello di mancare di tecnica eccellente.
Barella, Brozo e Ottavio su tutti, ma tutta la squadra ha fatto bene, anche quando c’era da soffrire, la barca ha dato continui segni di grande solidità
Un omaggio sincero al buon Handa: per quanto ogni tanto sembri da RSA, il capitano ci dimostra, molto più spesso di quanto noi stessi ammettiamo, che in molte delle parate veramente top di un campionato lui c’è, poche storie. Continuo a pensare che, andasse via lui oggi, sarebbe difficile trovarne uno egualmente bravo.

Speravo di disintossicarmi dalla visione della maglia lisergica di Inter Bologna, dimenticavo che la seconda, attraversata da serpenti alla Diòr de noantri, è di poco meno brutta.
La prima è un cesso ideale per costringere i tamarri a fare a rate per averla, mi chiedo se riusciremo un giorno a rivedere il nerazzuro a 5 righe, quello della Stella.

hasta siempre
Cecio