Int 2 – SS 1

Il Sassuolo, ormai da anni, è cliente “ostico e anche agnostico” (ipse dixit Arrigo da Fusignano Sacchi); non vincevamo a San Siro da cinque incontri contro i nero-verdi che, sebbene ampiamente rimaneggiati, hanno, come già il Bologna sabato sera, la virtù della spensieratezza e del divertimento.

Hanno inscenato un “palla-prigioniera”, modello “tiki-taka” di stampo catalano, per asfissiarci nella nostra metà campo; l’apprensione è stata da moderata a seria per 86 minuti. Inutile nasconderselo, abbiamo indossato il pannolone rinforzato nel finale temendo una beffa che, diciamocelo, sarebbe stata indolore.

Non siamo ancora al passo agonizzante del povero Dorando Pietri, che stramazzò epicamente alla maratona di Londra, ma quanto espresso stasera si può valutare solo contemplando il tabellone che recita Inter 2 – Sassuolo 1.

Inzurliti -a- da oltre ottocento passaggi, quasi tutti giunti a buon fine, dei medio-emiliani i nostri hanno opposto fiera resistenza volumetrica, densi come la cioccolata della nonna, capaci di ripartire, talvolta con efficacia, talaltra a casaccio.

La rete del vantaggio – sublime per essenza verticale e raffinata nel centro di Young, finalmente presentabile per quasi l’intero incontro – ha dato ancora la dimensione della Lu-La e ha illuso che, una volta schiantati i frenetici piastrellisti, si sarebbe potuto dilagare. Così non è stato per due motivi.

Il primo è relativo alla catena di destra; Turbinante Nicolino ha un fare al limite dell’isteria e non riesce mai a dare una svolta definitiva al suo gioco, in aggiunta, Beep-Beep Hakimi ha imboccato il viale della perdizione, non azzeccando più una mossa, imprimendo infine il timbro della nocività in occasione del gol avversario.

Hanno fatto il loro i tre di difesa; considero Darmian la più bella scoperta della nostra campagna acquisti.

Il secondo motivo coinvolge la linea di mezzo, dove ha navigato come tronco trasportare nelle rapide il Giando, insipido. Del pari suo l’Etoile di Odense, fosforico in qualche occasione, ma più spesso dimesso e incapace di recuperar palla. Con questo assetto malconcio, il rinculare è stato logica conseguenza. Per rispolverare il 5-5-5 di Oronzo Canà in vari tratti dell’incontro. Tra i riservisti, qualche indizio di calcio è arrivato da Sensi, Vecino ha preso confidenza ma nulla più e il Frullator Lussuoso ha sprecato il gol della tranquillità. La marcia prosegue, gli scongiuri aumentano ma, a esser onesti, meglio essere primi con undici punti di vantaggio sui secondi che in altra situazione.

La decima, nell’antichità, era una tassa, oggi per noi profuma di vittoria. I giudizi sul bel gioco li lascio volentieri agli epicurei calcistici, io sono uomo da pane e prosciutto, che è già lì bello pronto per le 12:30 di domenica.

Abbracci tremolanti bauscioni del mio cuor.

a – Inzurlito: anche inciciuito, ovvero colui che, venendo preso in giro, non riesce più a essere presente a sé stesso. Letteralmente, diventato come un chiurlo, ammesso, e non concesso, che uno sappia come è fatto un chiurlo.