L’arte di congelare

Esimio Mam,

coltivavo una speranza, che i ragazzi avessero lasciato nervetti e panettoni ripieni alle zie pasciute.

A noi Bauscia la befana non ci ha mai detto gran bene ed il numero piuttosto ampio di figuracce da cioccolatai nelle ripartenze post’abbacchio hanno roteato nella mia mente per l’intero pomeriggio.

Le merdacce sabaude che andavano de remuntada, poco prima i casciavid passavano lisci in laguna, insomma, la classica serata dove al normale carico di interite montavano in groppa grigi presagi.

Delle ultime partite questa è sembrata la più difficile, ma l’abbiamo vinta come e quando abbiamo voluto, soffrendo ( e neanche tanto per verità ) quando era il momento di mostrare i bulloni, ma mostrando e reggendo quasi sempre un equilibrio sul campo che è l’aspetto che più mi garba dell’intera questione.

L’assenza del Ciapanoglu poteva rivelarsi tossica, ma il rimedio alla mancanza del suo tagliare in velocità è stata la grande l’intuizione di Spiaze: spiaccicare il Magùtt Giando a uomo, anzi, a cappotto, spesso a gerla, sul sergente Sergej, unico splendente talento dell’undici littorio, piuttosto insipido nel suo insieme.

La girata a volo del Manzito, la posizione del corpo, l’impatto col cuoio perfetto andrebbero mostrate nelle scuole calcio, peccato per la falangetta elettrica di Strakosha che, secondo me, non s’è accorto di niente.

I nostri Bastioni Skriniarti sono lanzichenecchi cresciuti all’accademia di Rinus Michels, secondo quegli invorniti anglosassoni dovrebbero fare i centrali, punto, invece sono mezzeali aggiunte con tiro da fuori e tempo d’entrata da leccarsi i baffi.

Ora saranno tutti a massacrare il povero Samir, che, perbacco, la sua bella fetta di colpa sul gol ce l’ha, ma sono dell’idea che sia stata la classica bambola generale su palla ferma, tra l’altro unica capitata nel campionato sino ad ora, può succedere, eccome se lo può, non starei a far su polveroni.

Per contro farei notare come Handa, per quanto visibilmente non più una sicurezza dal punto di vista della reattività, sia cresciuto verticalmente come vera e propria regia della gestione dal basso, permetta all’Inter di giocare, sempre, con undici uomini di movimento e hai voglia di pressare, lo fai per mezz’ora e sei a pezzi. Spesso i quattro o addirittura cinque dei loro salivano a pressare insieme, sin dentro l’area, come il libro sacro del Sarrianismo insegna, mai una volta, una sola su almeno 30 tentativi, che noi si sia dovuto fare un passaggio a rischio. Noi calma, scioltezza e loro a rincorrere, e a stancarsi.

E infatti, anche oggi, una bella razione di tiri in porta, 133 da inizio anno, il bbilan ( che dicono essere la più seria antagonista ) ne ha 36 in meno.

Non male per chi, se ne ha voglia, sa difendere come vuole e congelare quando crede. E’ un’ottima notizia.

Sotto con le merde sabaude.

Hasta siempre

Cecio

06