Sono partitacce, c’è poco da fare; un tiro, l’ennesima papera, e ti tocca risalire. Giocando sempre gli stessi, ogni tre giorni, alcune soluzioni brillanti affogano nelle tossine. I millimetri che ti hanno favorito nelle partite precedenti, prima o poi ti tornano indietro ed ecco confezionato il pareggio.

L’incontro è stato il manifesto del Donnandonismo di questi tempi, regole ferree, schemi granitici: prendere o lasciare.

Le sostituzioni sono state un vezzo barocco, con il Frullator Lussuoso a generare confusione come suo solito e Young a rantolare già dopo cinque minuti. Inutili.

Ma come si è visto dalla TV, Donnandonio non voleva perdere, voleva vincere…ma soprattutto non voleva perdere. Un piccolo braccino, lo dico forse un po’ ingenerosamente.

Posto il fatto che lo Spezia sa difendere alla meravigliosa, rimangono le nostre perenni ansie nell’amministrare palloni, troppo spesso masticati, lavorati oltre il lecito, imprecisi sul lungo e sullo stretto. 

Le riflessioni sui singoli sono quasi sempre le stesse; Beep-Beep è un tornado ma, come tale, genera sconquassi generici. Di dieci discese, una è andata a buon fine, le altre sono state costellate da tante buone intenzioni. Il Turbinante, esondante per palloni giocati, da dentro l’area non è in grado di centrare il bersaglio e, come ho detto più volte, o un centrocampista segna sei-otto reti a campionato o lo lascio volentieri a qualcun’altro. Marcy mulina da Super ma conclude da Brokko, l’Etoile ha vissuto una progressiva eclissi. Perisic si è fatto due bei maroni, di fatto siglando con quelli, ma le assistenze con il rintronato Basto non hanno funzionato qualitativamente. Skri si è lasciato uccellare assieme ai dioscuri della fascia destra in occasione del gol, mentre ha tenuto la barra l’olandesina. Rimane la Lu-La: la belva di Anversa è in riserva, nuota nell’acido lattico accumulato per le mille sgroppate, una tregua potrebbe meritarla. El Torito ha preso il palo che, come ormai ben sapete, rappresenta un bel tiro sbagliato di poco. Anche lui flipper tra i flipper nelle strettoie del limite dell’area. 

In sintesi da quattro turni sigliamo solo un gol, il che la dice abbastanza lunga sulla deriva che stiamo prendendo. Forse, l’ebbrezza per la doppietta di Raspadori aveva scaricato le pile ai nostri, oppure una rifiatata, dopo tanto correre, può essere legittima.

Se si riassume una gara ruminata e bislacca, possiamo vantarci di aver creato come al solito, di esserci strafogati dei bei gol e delle ghiotte occasioni, ma siamo stati giustiziati dai decimetri del fuorigioco; poteva andare meglio, come poteva andar anche peggio.

Mancano sempre tre vittorie; sotto col Verona e poi, col Crotone, si vedrà.

L’obiettivo sarà quello di non farle tirare in porta.