Esimio Mam, 

“con vossìa concordo”.

Così si esprimeva il nonno di un caro amico palermitano quando intendeva aderire appieno a ciò che aveva testè inteso.

Se mi è concesso, aggiungerei un ultimo ma non trascurabile dettaglio alla Sua brillante disanima: le diffide. Quattro dei nostri avevano Damocle sul coppino e non si trattava certo di controfigure delle quali possiamo fare a meno in partite fondamentali,  come quella con la Dea di lunedì prossimo.

Non possiamo trascurare che Mobìlia, il Giovin Bastòn, Brozo e, specialmente Barellik, hanno giocato con la sgaggia da cartellino, orpello non da poco nel furibondo roteare preteso dal Marmottone Donnandonio. Sono sorpreso, meravigliato, quasi incantato dagli incredibili progressi del sardo Niccolò sul fronte che tutti consideravamo più ostico, quello della  tenuta caratteriale: Barellik ha imparato a contenersi nel giro di 18 mesi, chi lo ha seguito da quando era bòcia in quel di Cagliari non può che considerare portentosa una crescita su questo versante. E’ fondamentale per il futuro della Beneamata. Fosse per me, lo farei capitano a inizio prossima temporada, blindandolo nel nerazzurro sine die. Guardo Mobìlia sgomitare furioso, lo vedo portarsi in spalla mezza difesa per cinquanta metri e poi servire al Niño una biglia da sogno. Velocemente lo ripenso con Aaaaalazio, col bbilan, con tutte le altre squadre e penso che, uno così, solo San Peppino Prisco può avercelo mandato. Un centrattacco dotato di un fisico talmente straripante da poter lavorare per se e per la squadra senza fare un plissè, imponendo i 400 ostacoli a 5 dalla fine come noi beviamo un caffè seduti e coperti.

E, ovviamente, sorrido pensando a chi è toccato l’onore di togliersi dai coglioni per fargli posto: il “Pupazzo del Bugattone”. ” dicesi di donna dalle forme importanti, esagerate. Dalle nostre parti c’è il carnevale di Fano, ecco si usa per descrivere i faccioni di cartapesta”. Questa la definizione del termine “Bugattone” insegnatoci da un nostro amico pesarese, quando non trovavamo un termine per descrivere la Wanda.” ma la Wanda è un bugattone! “ detto con lo spassoso accento tavulliano, in una parola l’intero universo che, purtroppo per noi, ha circondato l’attacco nerazzurro ai tempi ( non gloriosi ) di Icardi.

Cari amici Bauscia, vi venisse mai un momento di melanconia, un piccolo istante di dubbio, ripensate agli inverni nei quali, puntuali come il mal di denti, invece dell’albero con la palline, vedevamo pubblicate le foto di Icardi nudo con un sombrero sull’uccello, mentre la Siòra Wanda, con piccoli francobolli sulle vergogne, ammicava felina come un mignottone in vetrina al De Wallen.

Pensate a quando avevamo l’unico centravanti in perenne rinnovo di contratto, quasi fosse una clausola da espletare ogni 27 del mese. Non ve ne fregava una cippa del fuoricampo? 

Bene, vi capisco. 

Allora fate due conti, il risultato verrà fuori in un attimo: in sei anni di Inter, il Pupazzo del Bugattone ha giovato per la squadra meno che Mobìlia in tre partite. Ecco, ora sorridete, noi abbiamo Mobìlia e la coppia Bugattona mostra i tattoo ai puzzoni senza bidèt.

Hasta siempre, Presidente

Cecio