Esimio Mam, 
non vorrei sembrare l’inossidabile ottimista che non son mai stato ma, ad esser sinceri, le preoccupazioni provenienti dall’emisfero nerazzurro del mio cervello – affetto da una importante ipertrofìa se paragonato alle dimensioni totali della materia grigia – sono quasi tutte di carattere societario, di certo assai più dense e profonde di quelle provenienti dal campo.

In partita sprechiamo l’impossibile, questo è assodato, la cosa si ripete piuttosto spesso e questo fa indubbiamente incazzare.
Ma sino ad ora non abbiamo incontrato una sola squadra – in campionato come in cempions – che ci abbia fatto realmente soffrire, o che ci abbia messo in un angolo e tartassato di colpi.
Non per fare sempre marcia indietro col pensiero, ma ho come la sensazione che l’Interista attuale tenda a dare frettolosi colpi di spugna alla nostra più recente storia, magari non quella dell’ultimo semestre donnandoniano, ma certamente quella che ha caratterizzato il decennio ultimo scorso, dall’addio di Mou al girone di ritorno 20/21.
Abbiamo disseminato lo stivale e l’Europetta dei poveri di figuracce da dopolavoro bulgaro, permettendo la discesa in campo di figuranti immondi alla M’Vilà e subendo spessissimo i disegni tattici e tecnici di squadrette il cui curriculum vitae è disseminato di promozioni e retrocessioni.
Oggi abbiamo soli due punti in meno di quanti ne avevamo con Testa di Nutria l’anno scorso.
I mediocri cacciaviti navigano tronfi come l’anno scorso, peccato che sembrino all’Idroscalo, specchio d’acqua calmissimo e refolo di poppa, sarei quasi capace de navegar anch’io che non tocco tavola da trent’anni.
Appena inzieranno le buriane primaverili, il mare comincerà ad incresparsi e non sarà sufficiente l’aiuto interessato di pubblicisti con tessera da giornalisti, imbarcheranno acqua a fiumi e, probabilmente, arriveranno in Uefa per un pelo.
Credò farà meglio il Napoli, ma noi Spellatta lo conosciamo, non è che sia proprio uno abituato a vincere, diciamo che è il campione dei piazzamenti. Bravo, ma non bravissimo, direbbe Giuànn fu Carlo.
Tutto dipenderà da noi, occasioni alla mano siamo i più forti, se appena gira un pò li passiamo a destra con pernacchio e gesto dell’ombrello.

La chiusura la dedico al penalty fallito dal Toro, da tutti considerato una delle principali ragioni della non vittoria.
Son d’accordo nemmeno un pò, diciamo – 1 in una scala da 1 a 10.
Come la penso? Tatarusanu ha fatto la parata della vita. 
Tutti a ripetere: ma perchè Spiaze non l’ha fatto tirare a Ciapanoglu che era in palla.
La realtà è che Ciapanoglu, il primo rigore, l’ha tirato veramente di merdissima, Tatarusanu ha sbagliato a buttarsi prima, fosse rimasto in piedi la prendeva sbadigliando e bevendo una cedrata.
E tutti quei minchioni giornalettai che oggi buttano la croce su Inzaghi che non si impone, avrebbero buttato la croce su Inzaghi che si impone sbagliando, facendolo tirare a un Ciapanoglu in evidente stato di stress da salto del Naviglio, invece che al Toro con la testa sgombra.

Torno sempre al punto, è sempre e solo questione di centimetri.
Che piaccia o meno è la geometria della Dea Eupalla che fa il calcio, il resto è patetica dietrologia quando le cose sono già avvenute.
Come il bulletto che fa la faccia da Maigret e ti svela che secondo lui è il maggiordomo il colpevole, ma non ti dice che il film l’ha già visto di nascosto.

in alto i cuori, esimio Mam, siamo Interisti

Cecio