La chiamata a raccolta del popolo “online” aveva il sapore del grande evento; l’ipotesi di soverchiare in anticipo i cugini era allettante ma non era facile, e lo si sapeva; questo campionato propone sfide sempre diverse, non tanto per la qualità delle singole squadre, ma per il loro mutevole stato di forma. La Lazio intorpidita di ottobre era affare ben diverso dalla compagine che, pronta per la sfida di Cenpion Lig, veniva, questa sera, da sei vittorie “in a row”, come direbbero oltre Manica.

Una squadra in evidente salute, con giocatori in crescita e con una qualità media nel palleggio che pochi hanno in questo campionato.

Ha giocato a nostro favore la presunzione di Inzaghi di voler giocare meglio e di pretendere un fraseggio al limite del narcisismo per andare in porta con il pallone.

Con questo genere di avversario, incuranti delle nostra coronarie, il manipolo di Donnandonio va a nozze; la metacampo avversaria è divenuta prateria e la belva di Anversa non aspettava altro per risorgere.

A questo si deve aggiungere la praticità del gioco, purtroppo incostante, che siamo riusciti a produrre; forti dell’inesauribile Durlindana, i due interni d’appoggio, Nicolino Turbinante e l’Etoile di Odense, hanno proposto con precisione agli esterni e alle punte. Emblematica l’azione che porta al rigore, ove un semplice doppio triangolo ha liberato el torito in area celeste, abbattuto con insipienza dal centrale laziale.

Una schermatura coraggiosa di Super Marcy ha innescato il flipper che ha portato la sfera a Lukakone, il quale ha trafitto Reina nel secondo gol. E sempre Super Marcy ha durlindanato Immobile e avviato Big Rom nel ghiotto uno-contro-uno che lo opponeva a Parolo nell’episodio che, nei fatti, ha chiuso l’incontro.

Con azioni similari avevamo avuto opportunità molteplici sia nel primo che nel secondo tempo, segno che la tattica Fort Alamo ha avuto, e avrà, una sua logica.

Impegnata dai ripetuti assalti dei capitolini la difesa ha avuto in Skri un baluardo degno della fama che si era guadagnato e in Basto e De Vrij due coraggiosi interpreti senza sbavature. A questi si è aggiunto Stanlio Ivan che, una volta scolarizzato da Donnandonio, ha capito come fare le due fasi, in evidente progresso.

Non mi ha fatto sdilinquire Beep-Beep associato al Turbinante Nicolino; meglio così, avranno tenuto le cartucce per le prossime sfide.

I subentranti, come spesso accade da noi, non hanno aggiunto, ma questa sera non serviva; Handa e company avevano riserve di olio bollente sufficienti per respingere gli assalti degli Apache del sempre più isterico Inzaghi.

È una vittoria importante, che rende giustizia e che ci proietta verso il Derby da primi in classifica; erano anni che non vedevamo la vetta di questi tempi e quindi accogliamo il risultato con gioia, ben sapendo che lo smalto di questa sera è stato episodico. Ci centreremo strada facendo, gli altri giocheranno anche in settimana e qualche regalo potrebbe arrivare. Silenzio e camminare veloci, rasenti ai muri!