“Un buon allenamento!” Questo ha sentenziato Nick (mio padre) al termine di questa morbida trasferta in terra toscana; un lungo palla-prigioniera nel quale abbiamo mostrato potenza a tratti straripante che, come tale, non riuscivamo a incanalare negli alvei che portano al gol.

C’è voluto un pezzo maestoso di Sant’D’Ambroeus, provvidenziale in difesa e decisivo in attacco, per scardinare la difesa empolese; ha completato l’opera Dimarco che, con il look attuale, sembra uscito da “Il trono di spade”.

Hanno fornito gli assist di classe: il Frullator Lussuoso che, in contesti del genere, può far valere le carezze alla sfera di cui è capace e “El Torito” Lautaro, in lieve ripresa, ma ancora legato.  Con i toscani in dieci abbiamo assistito a un sottoprodotto calcistico, tale era il divario tecnico e psico-fisico tra le due contendenti. Gli altri undicesimi in nero e multicolor hanno fornito un calcio a tratti frizzante, talvolta sonnolento e biascicato al limite del distratto.

Più vado avanti e più penso che queste partite non meritino un commento, se non per il piacere di incontrarci tra interisti nell’etere.

È un turno stranamente tranquillo; l’unica vera notizia è che JMS è stata regolata in casa dal Sassuolo. Una sottile goduria che acuisce il rammarico per i punti buttati domenica sera.

Vu in lett, la recita di Empoli non ispira nulla se non il sonno; ci accompagna la debole gioia per tre punti, che non fanno assolutamente schifo.