Tra i tanti patti non scritti, che governano il calcio, penso ci sia anche quello di giocare la Coppa Italia col limitatore; in fondo li posso capire, poveri cristi, con tutte le partite che devono onorare, qualcuna si potrà ben disputare a regime ridotto.

Visto il ritmo da moviola, anche i più goffi tra i nostri hanno figurato: il Mohicano ha giocato qualche pallone e ha colpito molte gambe, il Frullator Lussuoso, agevolato dal prato rinnovato, ha sgommato e controsterzato come uno scatenato da Supermotard. Il nulla assoluto per quasi settanta minuti e poi la magia.

Gekko ha giustiziato i suoi ex-compagni come d’abitudine; il resto è stata piacevole noia con modesti sussulti che, essendo portati da Zaniolo, hanno, purtroppo o per fortuna, il valore effimero di un talento che ama le ortiche. L’unico che non avevano avvisato, per l’uso del motore depotenziato, credo sia stato Turbinante Nicolino che ha scorrazzato col solito ardore sfortunato e afinalistico.

La partita merita solo un unico rimpianto: ma se l’uomo con la riga in mezzo, invece di inventare calcio, sabato scorso avesse preso Danilone Sant’D’Ambroeus e Baby Face Darmian, li avesse collocati sulla mediana e gli avesse impartito il dogma calcistico, di credo “rocchiano”, colpire tutto ciò che è in movimento, se il pallone meglio, noi non avremmo vinto il Derby e avremmo posto serissima ipoteca sul campionato?

Inzaghino si farà, speriamo.

Vado a letto sul coro “Josè Mourinho lalalala…..”

O tempora, o mores, meno male che li abbiamo vissuti.