“Avremmo voluto che questo resoconto avesse il fuoco della giovinezza ma siamo fiaccati dalla fatica e dall’emozione.”

Finiva così un meraviglioso pezzo giornalistico che descriveva l’ultima strabiliante vittoria di Nearco a Parigi, il purosangue più grande di tutti i tempi, allevato da Federico Tesio a Dormelletto Ticino, che terminò la carriera imbattuto.

La vittoria di questa sera è lontana da quell’epopea ma, nel modo in cui è maturata, con una sceneggiatura che neppure il più perfido tifoso avrebbe potuto costruire, evoca ricordi di quella intensità.

Certo, in epoca ante-VAR, si sarebbe potuto chiedere di meglio: un fuorigioco non visto o un fallo di mano ignorato, o tutti e due assieme. Accontentiamoci di quello che abbiamo visto al minuto centodiciannove e quaranta secondi, palla della misericordia spedita in area da Dimarco, stop leggiadro di Alex Sandro, furtivo anticipo di San Darmian sul bisonte Chiellini, intervento da faina nel pollaio del Frullator Lussuoso che accomoda in rete. Tre “suplentes” fondamentali per il loro ingresso e game over!

Così è troppo bello, Così è troppo bello, Così è troppo bello, Così è troppo bello, Così è troppo bello, Così è troppo bello, Così è troppo bello, Così è troppo bello, Così è troppo bello, ….. Mi si è incantanto il computer!

Quindi, come sopra menzionato, fatica ed emozione mi impediscono di commentare con la necessaria freddezza; alla fine, dato il risultato, credo conti poco. L’obiettivo era alzare la Coppa e, ancor di più, battere JMS. Perché Inter-JMS è Inter-JMS anche quando si gioca in spiaggia per farsi pagare lo spritz.

Partita sudicia, rissa da saloon per tutto il primo tempo; venti minuti del secondo dove, come si dice nel gergo, li abbiamo messi lì, senza farli uscire dai loro trenta metri e poi un’estenuante serie di clinch, dove il più lucido sperava di assestare il colpo del k.o.

È arrivato sull’amen e questo monda tutti i peccati che, con puntuale alternanza, ciascuno dei nerazzurri ha messo in mostra; sarebbe ignobile, dato il traguardo conseguito, elencarli. La rete del gringo cileno ci regala una gioia difficilmente dimenticabile e, come tale, assolutoria.

Mi permetto solo una notazione matematica, che fa intravedere orizzonti che sarebbe presuntuoso esplorare; abbiamo condotto circa 50 attacchi, ho detto cinquanta. Abbiamo battuto a rete sedici volte e ne abbiamo concesse sei, abbiamo avuto una supremazia schiacciante che è andata ben oltre la volontà di JMS di giocare da provinciale….abbiamo fatto un gol su rigore e uno dopo due ore di gioco.

Mistero.

In bacheca c’è la Supercoppa Italiana; la sola cosa che conta in questa notte nera addobbata da pensieri azzurri.

p.s. Che il cinese porti culo?