Alcune sostanze presenti nell’acqua che beviamo possono aumentare il rischio di carie nei bambini. È quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori della West Virginia University School of Dentistry (USA) e pubblicato sul Journal of Public Health Dentistry, che ha analizzato la possibile relazione tra la presenza di perfluoroalchili (Pfas) nel sangue e le carie.

Dallo studio – che ha preso in analisi bambini dai 3 e agli 11 anni – è emerso che tra i vari Pfas l’acido perfluorodecanoico è quello più dannoso per i denti, dal momento che causa un’alterazione del normale sviluppo dello smalto, e per questo si associa a una frequenza maggiore di carie.

I ricercatori hanno anche valutato la frequenza con cui i più piccoli si lavano i denti, confermando una volta di più che, anche in presenza di alti livelli di Pfas, coloro che si lavano i denti almeno due volte al giorno riducono drasticamente l’insorgenza di carie rispetto a chi li lava una volta sola, mentre i bambini che non si erano sottoposti a una visita di controllo dal dentista nel corso dell’anno precedente avevano il doppio delle probabilità di sviluppare carie rispetto a chi ci era andato.